Il futuro delle auto connesse

Connected CarSecondo la società di consulenza AlixPartners, nel 2018 il business della “connected car” (auto connessa) varrà 40 miliardi di dollari. L’utilizzo dei dati dei clienti e’ una nuova potenziale fonte di profitto per le case automobilistiche, che potranno analizzarli per offrire servizi personalizzati, come la pianificazione della manutenzione o l’invio d’informazioni pubblicitarie che attireranno gli automobilisti nelle concessionarie.

I costruttori potranno guadagnare anche grazie alla collaborazione con le compagnie di assicurazione, fornendo loro informazioni che permetteranno una più accurata valutazione del rischio tramite l’analisi del comportamento al volante del singolo automobilista. Tutto bene quindi? L’adozione dei software esterni sulle auto apre necessita’ di riflessioni per la sicurezza e la tutela della privacy dei passeggeri. Altre problematiche potenziali  insorgono dalla stabilità dei programmi e dalla responsabilità delle aziende automobilistiche in caso di malfunzionamenti o incidenti: ad ora regole e norme non sono ancora definite.

Qui per conoscere di piu’ sulle connected car. Qui per la tutela in termini di sicurezza e trattamento dei dati del possessore/utilizzatore di una connected car.

 

Crescono gli investimenti pubblicitari su Internet

Cresce l'Internet Advertising

Sale a quota 2,15 miliardi di euro l’investimento pubblicitario su Internet che si attesta nel 2015 quale secondo mezzo pubblicitario in Italia con il 29% di share, subito dietro alla Televisione, il cui investimento pubblicitario vale il 49%. La Stampa perde ancora terreno rispetto allo scorso anno, scendendo al 17% (18% nel 2014), mentre la Radio continua, come nel 2014, ad avere una quota marginale pari al 5%.
E’ ben diverso il paniere dei mezzi pubblicitari a livello Europeo, dove la Stampa continua ad avere un ruolo di primo piano con una quota pari al 25%, a scapito della Televisione che vale il 33%. Internet nel 2015 è diventato il primo mezzo pubblicitario in Europa, in particolare grazie al mercato UK nel quale l’advertising online pesa il 43% del totale mezzi.

Dati presentati nel convegno “Internet Media: il dato è tratto” a cura di Osservatori Internet Media. Qui è possibile trovare gli atti del convegno.

Dati, immagine e visibilita’

Internet e un numero crescente di strumenti digitali sempre più facilmente accessibili, traducono le informazioni in immagini in modo facile (ed economico) per tutti, a prescindere dalla tipologia dei dati o dalla capacità di progettazione. Ciò è in gran parte uno sviluppo positivo: la comunicazione visiva è ormai un’abilità must-have, perché sempre più spesso, diventa l’unico modo per dare visibilità al lavoro svolto. I dati sono la forza principale dietro questo cambiamento: il volume crescente e la velocità del flusso dei dati e’difficilmente comprendensibile senza capacità di astrazione, come quella visiva. Dati, immagine e visibilita'Un esempio classico e’ l’utilizzo di un grafico o di una foto in affiancamento a statistiche da parte di manager di qualsiasi tipologia di azienda e settore.

La chiave di successo all’utilizzo della comunicazione visiva e’ la capacità strategica di programmare le diverse azioni in forma strutturata ed interrelata, con pianificazione, risorse e competenze.

Per scoprire di più sulla comunicazione visiva leggi anche Harvard Business Review. Per scoprire come pianificare la tua comunicazione integrata consulta No Maze, email info@nomaze.it